APPROFONDIMENTI Al ristorante: sentitevi in diritto di pretendere un buon olio evo sul vostro tavolo


La vostra cena fuori tête-à-tête in quel ristorantino carino in cui desideravate andare da tempo è finalmente arrivata. Guardate incuriositi ogni dettaglio del ristorante, vi accomodate, vi rilassate, il cameriere vi porta il menù, lo leggete con attenzione affascinati da proposte culinarie che sembrano deliziose.Dopo pochi minuti ritorna, vi da alcuni suggerimenti  e delucidazioni sui piatti del giorno e, a seconda della vostra scelta, vi propone il miglior vino in cantina in abbinamento.

Inizia la vostra cena: degustate un gustosissimo aperitivo e dopo qualche minuto arrivano i vostri piatti fumanti che vengono sapientemente descritti. Chiedete al cameriere di portarvi dell’olio extra vergine di oliva.

A questo punto potrebbero presentarsi situazioni diverse…


OPZIONE 1:

il cameriere potrebbe portarvi un ménage con una bottiglietta trasparente o un’ampollina chiusa da un tappo di sughero. 
Le domande che dovreste porvi e che dovreste porre al cameriere in assenza di etichettatura dovrebbero essere le seguenti:

  • perché questo ristorante non rispetta la Legge 30 Ottobre 2014, n. 161 che permette agli esercizi di somministrazione (bar, mense, ristoranti e pizzerie) di proporre l’olio in confezioni obbligatoriamente dotate di etichette conformi alla normativa e di tappo antirabbocco
  • di che annata di produzione è?
  • è ancora un olio evo?
  • da dove proviene?
  • con che tipo di olio sto condendo il mio piatto?

Quello che dovreste fare è: sentire l’odore dell’olio e, se non vi convince, sentirvi in diritto di chiedere un altro olio, in una bottiglia che ne indichi la provenienza e l’annata di produzione.
Berreste mai in quel ristorante acqua in caraffa senza conoscerne la provenienza?


OPZIONE 2:

il cameriere vi porta una bottiglia d’olio“ a norma di legge”, la lascia sul tavolo e si allontana.
Quello che dovreste fare è:

  • leggere l’etichetta per capire l’annata del prodotto che state per utilizzare sul vostro piatto ancora fumante e la provenienza
  •  sentire l’odore dell’olio e cercare di capire da quanto è aperto (se non profuma, sarà passato un po’ di tempo, e se ha un odore “strano”, sentitevi in diritto di reclamarlo)
  • chiedete al cameriere perché dovreste utilizzare quest’olio piuttosto che un altro

Se non vi convince, sentitevi in diritto di chiedere spiegazioni, di pretendere un olio “che sa di olio extra vergine di oliva”, pretendete di poter sentire dei profumi e di poter percepire la sua freschezza, pretendete di aggiungere un ingrediente al vostro piatto e non un semplice condimento, pretendete di scoprire nuovi sapori e di capire quello che gustate, pretendete di mangiare cibo e alimenti di qualità al ristorante.


Il ristorante più attento al suo cliente avrà a disposizione diverse tipologie di olio evo a seconda dei piatti proposti, avrà la descrizione degli oli nel menù, per i tavoli prediligerà il formato in bottiglia da 250 ml o 500 ml per garantire al cliente un olio evo fresco e preparerà il personale nell’ approfondire la materia e nel rispondere alle vostre domande.    

 Un solo olio evo non può andare bene con tutti piatti!

Ci piacerebbe avere la possibilità di poter fare diversi abbinamenti al ristorante?

Abbinereste mai un vino rosso ad un’orata al cartoccio?


Buona cena e buon Olio EVO

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